venerdì 17 agosto 2007

importanza del gioco in educazione speciale

Per parlare dell’importanza del gioco si può partire da una frase di Hiruga il quale sostiene che “la cultura è fondata sulla nobiltà del gioco e per arrivare alla sua più alta qualità di stile e dignità non può fare a meno del suo fattore ludico” Questa frase ci offre lo spunto per comprendere che il gioco ha una importanza fondamentale per lo sviluppo della persona umana. In primo luogo gioco come ri-simbolizzazione del corpo, capacità cioè di calarsi in un nuovo ruolo che cambia gli stati emotivi. Chi non gioca durante l’infanzia ha maggiori possibilità di soffrire da adulto di disturbi della personalità perché rimane a giocare nel proprio mondo fantasmatico. E’ fondamentale, pertanto, venire incontro alla ri-creazione del corpo di tutti i bambini attraverso le tre finalità attive dell’esplorare, creare, comunicare. Il gioco è però olistico, investe non solo la ricreazione del corpo ma anche la catarsi psichica e spirituale. Tutte queste fasi del gioco, fondamentali nell’educazione dei normodotati, lo sono ancora di più nell’educazione dei soggetti disabili nei quali, attraverso di esso, può essere sviluppata la capacità di creare e quindi formare un patrimonio e nel caso di soggetti affetti da disabilità relative al movimento fisico, anche la strada maestra per il loro recupero fisico.

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